Il cardinale Giulio Alberoni fondò, nel 1732, un collegio nel quale venivano raccolte prestigiose opere d'arte. L'attuale Galleria d'Arte mette in mostra pitture come l'Ecce Homo di Antonello da Messina ed una Madonna con Gesù Bambino di Jan Provost. La Galleria ospita anche degli arazzi fiamminghi, alcuni creati su cartoni Francesco Romanelli e vesti liturgiche del XVII / XVIII secolo. Alla fine del 1700 furono costruiti i gabinetti di scienze naturali e fisica, tutt'ora conservati e visibili al pubblico.
È una collezione eterogenea composta da più di 1000 opere, tra le quali sculture, pitture e grafiche a partire da metà ottocento fino ai primi decenni del novecento. Tra gli autori delle sculture vi sono Francesco Messina e Medardo Rosso; mentre fra i pittori vi sono le firme di Giovanni Fattori (Pattuglia di Lancieri), Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Boldini, Hayez, Zandomeneghi, Carlo Carrà, Casorati. Inoltre, vengono allestite mostre sugli artisti presenti nel museo e di arte moderna e contemporanea.
I Musei formano la parte storica delle raccolte del palazzo Farnese, nel quale si sono radunate molte raccolte cittadine. Il palazzo fu edificato a partire dal 1558 seguendo il progetto di Francesco Paciotto e successivamente quello del Vignola. Il Museo Civico ha differenti sezioni: una dedicata agli affreschi del tre-quattrocento ed alle sculture del millecento; una Pinacoteca il cui tema sono i fasti Farnesiani ed include opere del Botticelli, Sebastiano Ricci, il Brescianino, Spolverini; un Museo delle Carrozze; uno del Risorgimento; il Museo Archeologico nel quale è in mostra il Fegato Etrusco, un bronzo della forma di un fegato di pecora, nel quale è incisa tutta la volta celeste.
Il piccolo museo è ordinato in alcune salette annesse alla basilica di S. Antonino, chiesa patronale, con un archivio di primaria importanza. Ospita alcuni rarissimi codici miniati, pergamene, incunaboli dipinti, oltre a pregevoli antiche suppellettili sacre.
Il museo, allestito presso la nuova sede della fabbrica del ghiaccio dell'ex macello comunale, è suddiviso in tre settori. Il primo è dedicato alla pianura, con diorami relativi alle aree rivierasche del Po. Il secondo è dedicato alla collina, con particolare rilievo alle caratteristiche geopaleontologiche del Pliocene locale. L'ultimo settore prende in esame l'area montana del contrafforte appenninico. In ogni settore sono evidenziati gli aspetti geologici, geomorfologici e floro-faunistici.

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