L'ex ospedale psichiatrico di S. Lazzaro ospita un museo dove sono testimoniati i metodi di cura delle malattie mentali. Sono esposti mezzi terapeutici e strumenti di contenzione, strumenti di laboratori scientifici, quadri e lavori dei ricoverati.
Fondati nel 1799 con l'acquisto delle raccolte naturalistiche di Lazzaro Spallanzani, rappresentano un modello completo di museo unitario, diviso in varie sezioni: la collezione naturalistica Spallanzani che comprende sezioni di zoologia, mineralogia, anatomia, paleontologia; la collezione Chierici di paletnologia, che raccoglie reperti paleolitici, neolitici, dell'età del Bronzo e del Ferro e materiale di età romana, etrusca, gallica, italiota; il gabinetto di numismatica, con monete antiche e della Zecca di Reggio nonché il tesoro con oreficerie di età imperiale e monete; la galleria Antonio Fontanesi, ordinata nel 1929 e dedicata al pittore reggiano (1818-1882), la galleria dei Marmi con opere di scultura e decorazione di età medievale. E inoltre il Museo di Preistoria e Protostoria, il Museo di Reggio romana, il Museo del Risorgimento e della Resistenza con documenti e cimeli dall'epoca napoleonica alla prima guerra mondiale e sulla Resistenza, la collezione Marino Mazzacurati (1908-1969) e i Musei di Arte industriale.
La diversificata raccolta artistica, formatasi a Parigi nella seconda metà dell'Ottocento e poi incrementata dal reggiano Luigi Parmeggiani, venne donata al Comune nel 1933. In quattordici sale sono esposti avori, oreficerie, cristalli, stoffe e armi, tipica collezione dell'epoca che accostava oggetti originali a quelli ottocenteschi rifatti in stile. Tra le pitture e le sculture si annoverano opere pregevoli di ambito spagnolo, fiammingo e centroeuropeo del XV-XVI secolo.
Esposizione permanente di cimeli storici, armi, divise, cappelli, utensili e materiale usato dagli alpini dalla prima guerra mondiale alla campagna di Russia.
Situato nella sala omonima del Palazzo comunale, dove il 7 gennaio 1797 i rappresentanti di Reggio, Modena, Ferrara e Bologna adottarono il tricolore come vessillo della Repubblica Cispadana, illustra le vicende risorgimentali della città dall'insurrezione del 1796 fino ai moti del 1831. Di rilievo le oltre 500 medaglie dei primi decenni dell'Ottocento.
Un percorso storico-artistico con reperti dal IV al XVI secolo che si muove sulle tre direttrici della pieve, del monastero e della cattedrale. Capitelli, sculture e affreschi bizantineggianti del XIII secolo staccatisi dalla facciata della cattedrale, una lastra antelamica con il Pantocrator, raro esempio di scultura medievale dipinta, e un Liber figurarum del XIII secolo di Gioachino da Fiore. Il percorso museale è integrato alla visita al battistero cittadino e alla chiesa di S. Filippo Neri del XVIII secolo.
Il museo è ordinato nell'ambito del convento dei frati Cappuccini. Raccoglie interessanti pitture di fra Stefano da Carpi, numerosi arredi e oggetti liturgici di varie epoche e manifatture e una rara collezione di icone russe e di scuola balcanica dal Cinquecento agli inizi del Novecento. Interessanti anche le collezioni dei rami incisi a carattere francescano e delle monete del tardo medioevo.

Webcam fornita da: municipio.re.it


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