Il castello, risalente all'XI secolo e ricostruito dopo la prima guerra mondiale, ospita collezioni di mobili e oggetti d'epoca medievale, alcune importanti tele di scuola veneta, tracce di affreschi cinquecenteschi. La sala della didattica al secondo piano, dedicata alla storia medievale della città e del territorio goriziano, propone pannelli didattici e tre interessanti plastici.
Ospitato nel palazzo tardocinquecentesco circondato da un parco all'inglese di cinque ettari, il museo espone dipinti dal XVI al XX secolo, mobili, porcellane, gioielli, argenti, tappeti, vetri e cristalli, stampe, disegni, monete e abiti d'epoca. Imponente l'archivio, ricco di migliaia di documenti pubblici e privati dal XIII al XX secolo, e la biblioteca con oltre 23.000 volumi dal XV al XX secolo (tra cui incunaboli, cinquecentine, codici miniati, pergamene e alberi genealogici).
Il vasto complesso museale si articola in più nuclei espositivi, allocati nelle case Dornberg, Tasso e Formentini che accolgono il Museo della Grande Guerra, la Collezione archeologica, il Museo della Moda e delle Arti applicate, una selezione della Pinacoteca e Raccolte etnografiche. Il Museo della Grande Guerra include la ricostruzione di una trincea, testimonianze fotografiche della città di Gorizia e del vissuto quotidiano dei soldati e dei civili. La Collezione archeologica descrive la preistoria e protostoria del Goriziano per giungere fino all’età medievale e rinascimentale. Il Museo della Moda e della Arti applicate comprende sezioni dedicate alla produzione e lavorazione della seta, collezioni di abiti e accessori dal XVIII al XX secolo. Ulteriori allestimenti riguardanti tradizioni popolari, usi e costumi locali si trovano nel seminterrato della casa Formentini con ricostruzioni di ambienti casalinghi e di botteghe artigiane.
Ospitato al piano terra della sinagoga costruita nel 1756 e utilizzata dalla comunità ebraica fino al 1969, il museo espone oggetti rituali, manufatti, libri, fotografie, documenti e stampe relative alla storia dell’ebraismo goriziano e ai suoi rappresentanti nel corso dei secoli. L’esposizione, realizzata nel 1998, è corredata da isole informatiche e pannelli didattici. Una sezione è dedicata al filosofo Carlo Michelstaedter e ai suoi dipinti. Al primo piano, che conserva l’aspetto settecentesco con marmi, fregi e arredi originali, si possono ammirare la galleria delle Donne e l’Arca santa rivolta verso Gerusalemme

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